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COMUNITÀ MONTANA VALLE GRANA

Il sito ufficiale della comunità montana Valle Grana

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TRADIZIONI E CULTURA - I PAESI

Vignolo

Il centro storico conserva tuttora l’originaria struttura urbanistica medioevale. Riquadri affrescati, risalenti alla seconda meta del ‘400, sono conversati su una casa colonica in Via Nittardi. Pregevole esempio di arte romanica è la chiesa di San Costanzo, attestata sin dal XII secolo come una delle dipendenze che l’abbazia di Saint-Chaffre di Velay aveva lungo la Valle Stura. La struttura, infatti, sorgeva lungo una delle strade di afflusso e deflusso della Valle Stura (una delle “vie del sale” verso Nizza). Costruita direttamente sulla roccia, la chiesina conserva ancora intatta la sua veste romanica, resa caratteristica dalla singolare soluzione del campanile in facciata, raro in Piemonte.

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Cervasca

La parrocchiale conserva la “Madonna della Losa”, così chiamata per l’immagine che sarebbe uscita da un masso spaccato. Nelle vicinanze in frazione San Michele si trovano i ruderi della chiesa di Santa Maria del Belvedere, risalente all’XI secolo.

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Bernezzo

La Chiesa parrocchiale del Santo Rosario, eretta in stile gotico e rimaneggiata nei secoli successivi, offre al visitatore la splendida volta dipinta dal pittore Hans Clemer. Fuori dall’abitato si erge la Chiesa di San Pietro e Paolo di origine romanica. Alla fine del paese, poco oltre la Confraternità dell’Annunziata, un viottolo conduce alla Cappella della Maddalena di origine romanica.

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Caraglio

I primi insediamenti certi si fanno risalire al periodo romano (lapidi romane si trovano presso il Museo Civico di Cuneo). La chiesa di San Giovanni che conserva il campanile in stile gotico è stata completamente modificata nel corso dei secoli. Alla fine del paese una via conduce al Santuario della Madonna del Castello, costruito sul luogo ove sorgeva l’antico castello di Caraglio. Sulla statale per Dronero si trova il Filatoio Rosso, setificio che testimonia dei tempi in cui Caraglio fu importante centro di lavorazione della seta. Nel suo interno è possibile ammirare i torcitoi circolari da seta, ricostruiti secondo l’originale modello seicentesco e perfettamente funzionamenti.

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Valgrana

Su una collina si possono ancora vedere i ruderi dell’antico castello. La chiesa parrocchiale di San Martino, anteriore al ‘300, conserva affreschi trecenteschi ed un’interessante fonte battesimale risalente al 1456 dei fratelli Zabreri. L’Ospizio della Trinità, ricetto per i pellegrini risalente al 1400, presenta sulla facciata affreschi quattrocenteschi attribuiti ai fratelli Biazaci, raffiguranti la Trinità e la Vergine col Bambino in trono. La Trinità è rappresentata secondo l’iconografica “orizzontale” che rappresenta le tre Persone (Padre, Figlio e Spirito Santo) come tre busti maschili che emergono dal medesimo corpo. Sulla strada che porta a Montemale si trova la Cappella di San Bernardo affrescata dal pittore Pietro di Saluzzo. Superata la frazione Cavaliggi la Chiesa di Santa Maria della Valle, rappresenta un frammento eloquente del Medioevo più remoto. Documentata sin dal XII secolo, essa conserva testimonianze che sembrano far propendere per un’origine assai più lontana come la piccola lastra in pietra raffigurante due volti umani ed una croce longobarda murata sopra la porta d’ingresso.

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Montemale di Cuneo

Il paese è dominato dall’imponente Castello ricostruito, all’inizio del XX secolo, ove sorgevano i ruderi dell’antica fortezza dei Marchesi di Saluzzo. Nella Parrocchia si trova un fonte battesimale di epoca rinascimentale.

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Monterosso Grana

Nella Cappella di San Sebastiano sono conservati affreschi e decorazioni attribuite a Pietro di Saluzzo, narranti la vita del Santo. Risalendo la Val Verde nella parrocchiale di San Pietro si conserva un meraviglioso fonte battesimale, opera dei fratelli Zabreri risalente al 1456.

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Pradleves

Nel concentrico alcuni edifici si rifanno a modelli medievali; rimane tuttora l’antico Castello dei Marchesi di Saluzzo (XIII secolo) trasformato in albergo. La chiesa di San Porzio, eretta ad inizio Settecento, conserva un’ acquasantiera in pietra datata 1520. Situata ad ovest del paese, a Cappella di San Bernardo conserva affreschi databili intorno al XVII secolo tra i quali spicca, sulla parete absidale, una Madonna con Bambino tra i Santi.

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Castelmagno

Il Santuario di San Magno, situato ad un’altezza di 1.800 metri, ha origini antichissime, quasi sicuramente precristiane: dedicato a San Magno, prode soldato della mitica legione tebea, godette sin dal Medioevo della forza nata dall’essere collocato sulle vie di transito dei pastori tra le valli Grana, Stura e Maira. Il Santuario si presenta nell’attuale struttura settecentesca ed è cinto da un imponente porticato.
La parte più antica è costituita dalla cappella di San Magno ( cappella Allemandi) risalente alla seconda metà del ‘400, con affreschi attribuiti a Pietro da Saluzzo.
La bellezza della Valle non si ferma tuttavia alle maestosità del Santuario, ma prosegue mostrando tutto il fascino delle pittoresche borgate di Narbona e Valliera che, con la loro austera tipicità, costituiscono una straordinaria esemplificazione di insediamento montano.

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