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COMUNITÀ MONTANA VALLE GRANA

Il sito ufficiale della comunità montana Valle Grana

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È nata ValBio

La Valle Grana si riconferma come punto di riferimento nel settore dell’agricoltura biologica. In sinergia con AIAB Piemonte è infatti stato da pochi giorni redatto lo statuto di ValBio, l’Istituto per la promozione e la valorizzazione delle produzioni biologiche provenienti dai territori montani. ValBio è la nuova scommessa che la Comunità Montana Valle Grana lancia nel settore agroalimentare.

Dopo aver contribuito in maniera fondamentale a trasformare in pochi anni la vallata nell’area a maggior vocazione biologica di tutto il Piemonte, l’ambizione è oggi quella di contribuire a rafforzare la qualità e l’immagine di tutto il territorio alpino regionale in questo ambito. Un intervento di grande respiro che mira a coinvolgere al più presto molte altre valli e soggetti economici sia pubblici che privati. Tra gli obiettivi dell’Istituto si riconoscono quello della consulenza per migliorare l’appeal dei prodotti, la ricerca di nuovi mercati, l’organizzazione di iniziative sinergiche di sensibilizzone e di promozione commerciale congiunta.

Su www.vallegrana.it potrai seguire tutti gli step del progetto e le il lancio delle varie iniziative di ValBio.

Intanto se vuoi qualche informazione più dettagliata scrivici!

Obiettivo dell’Associazione è promuovere lo sviluppo dell’agricoltura e della zootecnia biologica nei territori di area montana, individuate come strumenti di un più generale sviluppo locale del territorio coinvolto.
Il programma di lavoro dovrà considerare diversi ambiti di azione, finalizzati a creare:

  • Centro di documentazione agricoltura biologica nelle aree montane
  • Studi, ricerche e sperimentazione (in collaborazione con Università ed operatori economici)
  • Centro operativo di riferimento

Istituto per lo sviluppo e la valorizzazione dell'agricoltura e della zootecnia biologica nelle aree montane - Piazza San Paolo, 3 12023 Caraglio

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Centro operativo di riferimento

Il Centro operativo dovrà sviluppare la sua attività a partire dei territori delle CM associate e, quindi, inizierà ad operare per:

  • conoscere la situazione esistente (censimento delle attività presenti e delle potenzialità produttive)
  • analisi del mercato (canali distributivi)
  • scelte colturali (in funzione delle opportunità di mercato, esistenti o da creare)
  • programmazione delle produzioni (in funzioni dell’analisi del mercato)
    creazione di filiere produttive
  • servizi per le aziende (assistenza tecnica, formazione professionale, assistenza burocratica, certificazione)
  • assistenza tecnica alla produzione per garantire standard qualitativi
  • collegamento con altri soggetti della filiera
  • iniziative di valorizzazione e promozione

Quindi, gli ambiti di intervento considereranno dalle sperimentazioni colturali, alla fornitura di servizi di assistenza tecnica, quale strumento di supporto alla produzione, alla promozione delle filiere produttive, fino ad arrivare ad interventi di promozione e valorizzazione delle produzioni locali fortemente integrati con azioni di coinvolgimento di altri settori economici, quali quello turistico (ospitalità, ristorazione e tempo libero), culturale ed educativo per citarne alcuni. Un percorso, insomma, in cui il forte legame della produzione con il territorio porta ad importanti sinergie reciproche: la valorizzazione del prodotto promuove il territorio, caratterizza il territorio, che a sua volta consente di attribuire unicità alle produzioni.
Compito del Comitato Tecnico è quello di elaborare il programma di azione da sottoporre al Consiglio Direttivo, che dovrà approvarlo e reperire le risorse necessarie.

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Iniziative promozionali

Nell’anno 2005 si sono sviluppate le seguenti azioni promozionali :

  1. Partecipazione a fiere e manifestazioni. Obiettivi: visibilità e sviluppo di nuovi contatti utili per la vita dell’Associazione ValBio. Si prevedono le seguenti categorie di costo: affitto ed allestimento di spazi, spese di viaggio, acquisto di prodotti da presentare in degustazione, promozione dell’iniziativa.
  2. Promozione dei prodotti biologici locali trasformati sui mercati locali e regionali. L’intento è da un lato, quello di aiutare i produttori locali a valorizzare il loro impegno nella trasformazione dei prodotti freschi, dall’altro, quello di invogliare altri produttori ad intraprendere questa strada così importante, in quanto prolunga la disponibilità sul mercato dei prodotti e li sottrae alle tensioni di ribasso dei prezzi che si generano nei momenti di maggiore produzione:
    Organizzazione di visite nelle aziende agricole che trasformano i loro prodotti.
    Costi previsti: personale, spese di viaggio, sensibilizzazione degli operatori privati, organizzazione e promozione dell’iniziativa, organizzazione delle visite in azienda, iniziative per la degustazione dei prodotti.
  3. Promozione del marchio biologico previsto dal Reg. CE 2091/92, in abbinamento ad un marchio che contraddistingua la produzione del territorio, attraverso una duplice serie di azioni:
    10 Incontri di informazione e sensibilizzazione con le aziende agricole convenzionali del territorio.
    Organizzazione di momenti promozionali e di sensibilizzazione dei consumatori presso alcuni punti della GDO, rappresentativi sul territorio. Si prevede la realizzazione di un depliant in formato A4 bifacciale piegato in tre, in quadricromia, tiratura 50.000 copie.
    Costi previsti: personale tecnico-scientifico, spese di viaggio, produzione di materiale da distribuire agli incontri, realizzazione di un depliant informativo.
  4. Promuovere l’inserimento delle produzioni biologiche locali nelle proposte e nelle offerte enogastronomiche della zona attraverso il coinvolgimento degli operatori della ristorazione e dell’ospitalità delle realtà interessate. Si prevede di realizzare momenti di incontro con gli operatori precedentemente individuati al fine di approfondire le possibilità di collaborazione, di definire azioni di promozione congiunte e di sperimentarne l’applicazione.
    Costi previsti: attività di animazione territoriale, studio per la realizzazione di un programma congiunto di iniziative promozionali.
  5. Realizzare un percorso di biofattorie didattiche al fine di organizzare l’accoglienza delle scuole ed anche dei consumatori, evidenziando le caratteristiche e le peculiarità delle aziende biologiche delle zone di montagna. L’intervento rappresenta un’opportunità di diversificazione economica per le aziende agricole coinvolte, ma rappresenta altresì un’occasione di educazione per i ragazzi delle scuole ed un momento di sensibilizzazione e di informazione per i consumatori. Si tratta di definire le caratteristiche che dovranno possedere le aziende agricole per entrare a far parte del circuito (strutture a disposizione e disponibilità all’iniziativa), le modalità di funzionamento e le modalità di promozione del circuito.
    Costi previsti: personale tecnico-scientifico, spese di viaggio, interventi di animazione territoriale, promozione dell’iniziativa anche attraverso lo studio di una grafica comune ed identificativa del percorso.
  6. Promuovere l’inserimento dei prodotti biologici del territorio nella ristorazione scolastica locale, anche attraverso apposite iniziative di educazione alimentare nella scuole. L’intento è quello di favorire da un lato una crescita della ristorazione scolastica “vocata” al biologico, dall’altro di promuovere l’impiego di prodotti biologiche di origine locale in tale ambito, al fine di ridurre la provenienza di prodotti biologici di origine estera ai soli casi di scarsa disponibilità dei prodotti in loco. Si prevede la realizzazione di 10 incontri con le amministrazioni comunali del territorio e con la cittadinanza, e di 10 incontri con le scuole della zona.
    Costi previsti: spese di viaggio, personale docente, preparazione produzione di materiale didattico, spese per l’organizzazione e promozione degli incontri.
  7. Organizzazione della prima Biodomenica della Montagna aderendo alla campagna nazionale promossa da AIAB, Coldiretti e Legambiente. La manifestazione, giunta ormai per l’autunno del 2005 alla sua sesta edizione, sta riscuotendo un notevole successo, coinvolgendo un numero crescente di città e di consumatori che si recano nella varie piazze italiane trasformate in piccole fattorie a cielo aperto per curiosare, assaggiare, acquistare ed informarsi sui prodotti biologici in esposizione.
    Costi previsti: organizzazione e coordinamento dell’iniziativa (mercatini, convegni, degustazioni, etc.), spese di viaggio, promozione dell’evento e realizzazione pagine web.

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