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L'Albergo Diffuso
- Introduzione
- Un po' di storia
- Borgata Valliera di Castelmagno
- La filosofia di gestione
- Gestire Valliera...
L’albergo diffuso può essere definito come un albergo orizzontale, situato in un centro storico, in un paese rurale, in una borgata montana, con camere e servizi dislocati in edifici diversi, seppure vicini tra di loro.
L’albergo diffuso è una struttura ricettiva unitaria che si rivolge ad una domanda interessata a soggiornare in un contesto di pregio, a contatto con la realtà dei luoghi, usufruendo dei normali servizi alberghieri.
E’ una formula particolarmente adatta ai borghi ed ai paesi caratterizzati da centri storici di interesse artistico ed architettonico e da ambienti di particolare pregio naturalistico ed ambientale, che in tal modo possono recuperare e valorizzare vecchi edifici, magari chiusi ed inutilizzati e nel contempo possono incrementare l’offerta della ricettività turistica senza realizzare nuove costruzioni.

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Un pò di storia
L’idea nasce negli anni ’80. Con la ristrutturazione di alcuni paesi della Carnia a seguito del terremoto, si cominciò a pensare di utilizzare borghi ormai disabitati come villaggi turistici, e si cominciò a parlare di “alberghi diffusi”.
La definizione attuale di albergo diffuso, ed un primo piano di fattibilità si trovano per la prima volta nel progetto “Turismo” dell’Amministrazione Comunale di San Leo, nel Montefeltro. Il piccolo borgo feretrano si sviluppa attorno alla piazza centrale, dove si trovano diversi edifici di pregio in buona parte disabitati. L’analisi del sistema consente di individuare la presenza di tutte le caratteristiche che avrebbero potuto favorire la nascita di un albergo diffuso:
- esistenza di un contesto di interesse culturale, di edifici e strutture di rilevanza storica e artistica, strutture di pregio o tipiche
- disponibilità di alcuni edifici non abitati all’interno del paese, adatti ad una ristrutturazione a fini turistici
- esistenza di iniziative ed eventi organizzati da Enti ed Associazioni volontarie interessate alla salvaguardia ed alla valorizzazione della località
- segnaletica che permetta ai turisti di muoversi agevolmente nei luoghi circostanti che permette anche di conoscere ed apprezzare la storia e gli aspetti artistici e culturali dell’area,
- presenza di tradizioni (culturali, gastronomiche…) da valorizzare
Il progetto però si arena di fronte alla difficoltà di individuare un numero adeguato di proprietari interessati all’idea progettuale, e conseguentemente di appartamenti e camere, sufficiente a rendere fattibile, anche dal punto di vista economico, il progetto.
In Italia, l’idea dell’albergo diffuso, viene ripresa in Sardegna, nel Piano di Sviluppo del Marghine Planargia (1995). Qui trova una prima attuazione a Bosa, splendida cittadina caratterizzata da un centro storico, che si sviluppa attorno al porto, dominato dal castello medievale dei Malaspina. A Bosa nel 1996 viene inaugurato Borgo S. Ignazio, un ristorante tipico che si presenta come il primo nucleo dell’albergo diffuso, che si chiamerà “Corte Fiorita”.
Diverse altre realtà riprendono la proposta di albergo diffuso. E’ il caso di dell’Assessorato al Turismo della Provincia di Modena (1995) del Comune di Rovereto (1996), del Comune di Urbino (1998), del Comune di Piazza Armerina (1999), e in varie parti d’Italia si svolgono seminari sul tema dell’albergo diffuso (a Sinnai, ad Urbania, ad Alcamo).
L’idea dell’albergo diffuso trova spazio anche in Umbria, recentemente nel Piano di sviluppo della Comunità Montana dei Monti del Trasimeno.
Ma l’idea non trova interesse solo sul versante dell’offerta. Nella presentazione al catalogo del T.O. Orizzonti “Casemondo”, pubblicato nel 1995 e dedicato alle vacanze in appartamento, ad esempio si leggono tutte le motivazioni che hanno spinto a progettare le vacanze negli alberghi diffusi: “Abitare una casa significa entrare a far parte del territorio, della gente, della città, di un paese… alzare lo sguardo dalla guida turistica ed abbandonarsi ai colori, alle forme, agli odori della terra che si visita…mentre centinaia di turisti si riversano nei luoghi di maggiore richiamo, salgono e scendono dagli autobus, entrano ed escono dai musei o assaltano le spiagge, noi ci proponiamo di farvi conoscere la vita di tutti i giorni, la frequentazione delle stesse località turistiche da un altro punto di vista”.
In quegli stessi anni, sotto la spinta delle iniziative comunitarie a favore del turismo rurale, diversi GAL (Gruppi di Azione Locale) si attivano per finanziare ristrutturazioni di case, ed il loro recupero a fini turistici. Allo stesso modo alcuni progetti di “parco letterario” (è il caso del parco De Sanctis, nell’alta Irpinia) prevedono forme di ospitalità diffusa. Gran parte di queste iniziative viene definita “paese albergo”, “paese hotel”, “borgo albergo “, ed in qualche caso ”albergo diffuso”, la quasi totalità di esse però non prevede una gestione assimilabile a quella di tipo alberghiero.
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Borgata Valliera di Castelmagno
Albergo Diffuso: un modello originale di ospitalità e di gestione dei servizi alberghieri.

Il contesto nel quale prende forma il progetto della comunità montana si inserisce perfettamente nella filosofia degli alberghi diffusi in quanto è realizzato in un contesto naturalistico e paesaggistico affascinante, si caratterizza per la pluralità di fabbricati all’interno della borgata adeguati a ristrutturazioni a fini turistici e per la disponibilità degli stessi in quanto per la maggior parte abbandonati o in proprietà di privati, enti o istituzioni di carità favorevoli ad eventuali alienazioni, è contestualizzato in un ambiente nel quale enti ed Associazioni Volontarie sono interessate alla salvaguardia ed alla valorizzazione degli aspetti culturali, tradizionali, naturalistici ed eno gastronomici.
In valle esistono infatti una pluralità di offerte turistiche che si stanno coagulando nel progetto di eco museo delle terre del Castelmagno finalizzato alla promozione delle tradizioni e della cultura locale oltrechè alla valorizzazione delle produzioni agricole tipiche di un mondo rurale che si conserva intatto e tramanda da secoli le sue produzioni di eccellenza.
Basta pensare alla produzione del pregiato formaggio Castelmagno, alla produzione della pera madernassa e degli alimenti derivati dalla lavorazione di queste produzioni agricole d’eccellenza.
A fianco di queste proposte enogastronomiche negli ultimi anni sono stati realizzati e sono in corso di realizzazione importanti interventi per il recupero dei sentieri alpini, il recupero di vecchi fabbricati in grado di tramandare le caratteristiche di un’architettura alpina sia residenziale che artigianale.
L’occasione fornita dal programma Regionale DOCUP 2000 – 2006 ha consentito di procedere al recupero di alcuni edifici rurali della borgata VALLIERA di Castelmagno, situata ad un altitudine di m. 1560 s.l.m. e raggiungibile attualmente mediante una pista forestale sterrata che parte dalla Borgata Colletto.

L’intervento realizzato mira a consentire all’ospite di vivere in un ambiente fortemente caratteristico avendo modo di effettuare escursioni che lo porteranno a scoprire il tipo di vita di un tempo, in un ambiente d’atmosfera.
L’edificio realizzato conta cinque camere con servizi per un complessivo di n°23 posti letto. I locali destinati a ristorazione (cucina e sala pranzo) sono collettivi come anche i servizi igienici della zona giorno.
Nel dettaglio, come si può vedere dalle immagini del progetto che hanno valore del tutto indicativo, nel fabbricato costituente il nucleo principale, al piano terreno/seminterrato sono ricavati una cucina, locali pranzo, servizi collettivi.
Al primo piano trovano spazio una sala polivalente soppalcata sulla sottostante sala pranzo, tre camere con annessi servizi ed accesso diretto ed indipendente per complessivi 8 posti letto.
Al secondo piano, ci sono due camere con annessi servizi ed accesso diretto ed indipendente per complessivi 13 posti letto.
Nella zona aperta antistante saranno installati una serie di tavoli e di panche per poter consumare i pasti immersi nella natura con lo sguardo che spazia sul paesaggio alpino circostante.
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LA FILOSOFIA DI GESTIONE
L’albergo diffuso è un progetto di ospitalità integrato nel territorio, nella sua cultura e nella sua comunità.
La sua formula gestionale, si caratterizza per una marcata coerenza con i temi dell’autenticità, dell’esperienza, della relazionalità e dello sviluppo locale.
Le qualità offerte da un albergo diffuso si caratterizzano in particolare per l'offerta di servizi alberghieri e ambienti comuni a tutti gli ospiti alloggiati nei diversi edifici che lo compongono, per la proposta di un ambiente "autentico" fatto di case caratteriali, ammobiliate e ristrutturate non "per turisti", ma pensando a residenti, seppure temporanei, per la gestione professionale non standard, non simile a quella che caratterizza gran parte degli alberghi che fanno parte di catene, ma coerente con la proposta di autenticità dell'esperienza e con le radici nel territorio.
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GESTIRE VALLIERA…
La struttura realizzata dalla Comunità Montana sarà affidata in gestione ad operatori privati sulla base di una procedura aperta di individuazione del contraente, come previsto dalle norme comunitarie di concessione del contributo.
L’individuazione della migliore offerta non si baserà esclusivamente sulla valutazione economica, ma faccia emergere e valorizzi fattori che possano in qualche misura assicurare lo sviluppo dell’attività.
Saranno favoriti nella scelta del contraente gli operatori dotati di qualifiche turistico ambientali, che conoscano una pluralità di lingue straniere, che abbiamo maturato un’esperienza adeguata nella gestione di strutture similari e che propongano un valido progetto gestionale.
Saranno esclusi dall’affidamento coloro che non siano in possesso dei requisiti di qualifica per la somministrazione di cibi e bevande di cui all’art.2 comma 2 lett.a) e b) e comma 4 della L.287/91 e che attualmente siano gestori o titolari di altra attività che per l’oggetto, l’ubicazione o altre circostanze sia idonea a sviare la clientela delle strutture gestite, fatta eccezione per coloro che intendano dislocare la loro attuale attività nei locali oggetto del presente appalto.
Il requisito di qualifica per la somministrazione di cibi e bevande di cui all’art.2 comma 2 lett.c) dovrà essere posseduto dal gestore al momento dell’apertura della struttura che dovrà avvenire entro 30 giorni dalla data di consegna del fabbricato da parte della Comunità Montana.
Saranno invece ammessi alla gara, ai soli fini della partecipazione, i soggetti che non siano ancora iscritti alla camera di commercio per l’esercizio dell’attività, semprechè si impegnino ad espletare le procedure necessarie all’iscrizione entro la data di stipula del contratto.
I rapporti tra la Comunità Montana proprietaria della struttura ed il gestore sono specificati in una convenzione che la Giunta ha già approvato in due versioni diverse che si differenziano sostanzialmente per il carattere economico e che saranno oggetto di scelta da parte del gestore nell’ambito dell’offerta economica che sarà presentata dal coloro che parteciperanno alla gara.
CONVENZIONE MODELLO 1 [formato Pdf]
CONVENZIONE MODELLO 2 [formato Pdf]
CONVENZIONE MODELLO 3 [formato Pdf]
CONVENZIONE MODELLO 4 [formato Pdf]
Per ulteriori informazioni potete contattare l’ufficio turistico e l’ufficio tecnico della Comunità Montana che approfondiranno con voi gli aspetti tecnici e gestionali della struttura.
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